martedì 29 gennaio 2013

Il Bivio

Diverse alternative. Quale scegliere ?

In questa situazione è molto utile porsi domande come:

* Cosa mi serve per decidere ?

* Cosa deve accadere perchè possa scegliere quello che fa per me ?

Questo modo di porvi verso 'il bivio' aiuta a fare chiarezza sul 'cosa manca' per prendere la decisione (che molto probabilmente è già dentro di voi)

Una volta che vi siete 'sbloccati' su questo, è importante porsi la domanda successiva:

'Come posso contribuire perchè ciò accada ?'

E vedrete come con il cambiare del vostro atteggiamento influenzerete gli eventi !

Quando mi sono posta questo tipo di domanda la prima volta, ho realizzato che alcune decisioni erano già dentro di me ma semplicemente non sapevo come comunicarle ad altri che ne sarebbero stati impattati.
Mi sono perciò concentrata sul modo migliore in cui comunicare la mia decisione, e sono andata avanti per la MIA strada.

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Silvia Vercelli
ICF Certified Coach
svercelli@libero.it

domenica 13 gennaio 2013

Fare di meno per fare di più

Il Tempo: c'è chi ne vorrebbe di più, chi vorrebbe gestirlo meglio, ...

E tu ? Se avessi più tempo, come lo useresti ?

Fai una lista di ciò che fai quotidianamente. Per ciascun punto chiediti:

- Che beneficio ne ottieni?

- Come puoi farlo diversamente o come qualcun altro ti può aiutare ?

- Cosa succede se non lo fai ?

....

Quando ho fatto questo tipo di esercizio mi sono accorta che spesso mi ritrovavo a fare cose che avrebbero potuto fare altre persone (perchè più competenti o facenti parte del loro compito). Era il mio istinto di aiutare e/o non saper dire di no che mi portava a questo, essendo però meno efficiente ed efficace nei risultati. Ora ho trovato il mio modo di rifiutare di fare ciò che non mi compete e, come naturale conseguenza, impegnare il mio tempo in maniera più costruttiva.

Riflettici  ... sono sicura che anche tu troverai anche tu il tuo modo di 'fare di meno per fare di più' !

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ICF Certified Coach

martedì 1 gennaio 2013

Chi ben comincia ...

Tempo di auguri per un anno migliore e tempo di buoni propositi ...
Il fatto di avere un nuovo calendario non basta però a garantire che le cose cambino.
Siamo noi stessi i primi a dover contribuire perchè questo avvenga !

E tu ? Qual è il tuo piano d'azione per il 2013 ?

Ecco alcune domande iniziali che possono aiutarti:

Quali obiettivi vuoi raggiungere quest'anno ?
Dove sei ora rispetto ad ognuno di essi ?
Quali azioni metterai in pratica per raggiungerli ? Entro quando ? 
Quali sono le tue priorità ?
Come verificherai i tuoi progressi ? Chi / cosa ti può aiutare ?
...

Io, ad esempio, ho già in mente un obiettivo (shh, è un segreto però !) a cui tengo molto e so anche qual'è la mia 'debolezza' in tal senso: la mancanza di costanza; perciò, per fare in modo di riuscire a raggiungerlo, chiederò aiuto ad una persona competente in materia perchè mi contatti ogni tre mesi e mi chieda di condividere con lei cosa ho fatto fino a quel momento.

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Silvia
ICF Certified Coach
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venerdì 21 dicembre 2012

21122012

Se oggi finisse il mondo, qual'è la prima cosa che ti pentiresti di non aver fatto ?

....

Che ne dici di iniziare a lavorarci da domani così da essere pronto per la prossima apocalisse ?

martedì 18 dicembre 2012

Opportunità o Opportunismo ?

In ambito lavorativo ( e non) sento molte persone lamentarsi del fatto che con sempre maggior frequenza si vedono avanzare in azienda figure percepite come 'non del tutto qualificate' a ricoprire determinate posizioni e manager non riconosciuti come tali dai più.

E tu, quale opportunità stai perseguendo ?

Quale approccio segui per raggiungere il TUOobiettivo ?

Come il comportamento di altre persone influenza il tuo percorso ? 

Ammetto di essere 'cascata' anch'io nella trappola dell'osservare e giudicare atteggiamenti di altri colleghi non propriamente in linea con il mio concetto di etica, ma ponendomi le domande precedenti ho sviluppato la consapevolezza di non essere in competizione con queste stesse persone, mirando io ad un ruolo ben diverso.

Ho iniziato perciò a definire quale fosse il ruolo che più si adattasse alle mie caratteristiche e ai miei punti di forza e a perseguirlo come un obiettivo con il mio approccio, senza lasciare che lo stesso venisse condizionato dall'atteggiamento di altri.

E tu ? Che ruolo vuoi ricoprire ?

Cosa aspetti ?

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mercoledì 5 dicembre 2012

E se la guardassimo dalla prospettiva dell'opportunità ?

Lo sapevi che l'ideogramma cinese che rappresenta la crisi è costituito da due parti ? Una si chiama 'Pericolo' e l'altra 'Opportunità'.

Come cambia il tuo atteggiamento se ti concentri sulla TUA opportunità che può nascere dalla crisi ?

Sì, "Facile parlare così" dirai "per chi ha un lavoro e un tetto sulla testa ! ".

Prova per un attimo con l'immaginazione a tornare bambino/a, a prima che arrivassero le 'scelte importanti' come la scuola, il lavoro, la famiglia.... qual era il talento naturale verso cui eri portato/a ?

Quali risorse o capacità puoi sfruttare OGGI in questa direzione ?

Io stessa, ad esempio, se non mi fossi posta questa domanda non mi sarei mai decisa ad aprire questo blog o a cimentarmi con la scrittura, perchè sarei rimasta lì a lamentarmi sulla mia frustrazione per aver scelto la scuola sbagliata.

Non so esattamente dove questo o la scrittura mi porteranno ma so che mi dà soddisfazione poter condividere i miei 'coach-pensieri' e poter aiutare i miei coachee a vedere le cose diversamente, durante le sessioni.

E tu ? Da cosa ricevi soddisfazione ? 


Vuoi un caso decisamente estremo ? guarda qui:
http://clochardallariscossa.org/chisiamo/

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domenica 2 dicembre 2012

L'idea ti incuriosisce ? Leggi fino in fondo ...






COS’È IL COACHING ?  


Il Coaching nasce dall'ambito sportivo, dove l’allenatore, il coach appunto, supporta l’atleta a portare al massimo le sue potenzialità fornendogli suggerimenti e guidandolo in base alla propria esperienza.

Gli stessi principi valgono per il coaching applicato alla nostra realtà, con l’unica differenza che qui il coach non fornisce consigli o suggerimenti ma guida la persona stessa (il coachee) a scegliere la soluzione che più gli appartiene, e a realizzarla, nel rispetto dei propri valori e dei propri ritmi.

Si crea così una relazione di collaborazione e fiducia tra coach e coachee, basata su tre elementi chiave: Ascolto, Scelta, Azione.

ASCOLTO

Quante volte vi siete trovati di fronte a un problema, un cambiamento o alla necessità di prendere una decisione importante e avete temporeggiato trovando delle scusanti o ne avete parlato con un amico   ottenendo in tutta risposta il racconto della sua esperienza o consigli su come fare o non fare ?
Sicuramente, in questi casi,  confrontarsi con altre persone è utile, ma la difficoltà sta spesso nell’instaurare un dialogo costruttivo e concentrato solamente su voi stessi e sul vostro obiettivo.

È qui che diventa importante il ruolo del coach, che , attraverso una o più conversazioni con voi,  in primo luogo, vi ascolta per aiutarvi a prendere consapevolezza di voi stessi e del vostro vero obiettivo per cui state cercando una soluzione, vi pone delle domande aperte ed esplorative per focalizzarvi su dove volete andare e supportarvi nella ricerca delle possibili soluzioni, le VOSTRE soluzioni.
Il risultato è che i traguardi non sono solo dei miraggi nebulosi, le possibili soluzioni diventano evidenti e vengono individuate con  consapevole creativita'.


SCELTA

Davanti alle potenziali opzioni che voi stessi identificherete, il coach vi aiuterà, sempre continuando il percorso di eplorazione,  a chiarire quale possa essere la scelta migliore per voi facendo leva sui vostri punti di forza e sul vostro potenziale, prendendo coscienza delle conseguenze che le vostre scelte possono avere sul contesto in cui vivete e vi sfiderà ad andare oltre quelli che credete possano essere i vostri limiti.

I punti forti rappresentano in sé una potenziale energia ed una naturale predisposizione operativa che risulta facilmente migliorabile. Un innalzamento della qualità e quantità dei punti forti trascina, inevitabilmente, con effetto leva, anche i punti deboli, migliorando l'espressività dell’individuo.

AZIONE

Spesso succede che noi abbiamo già fatto la nostra scelta, ma ne rimandiamo la realizzazione per  pigrizia, per altre urgenze quotidiane o semplicemente perché non sappiamo come andare avanti. 

E qui ancora il coach rappresenta una guida che vi supporta nel  definire un piano d’azione, basato sui vostri ritmi e sui vostri tempi, nell’utilizzare i giusti strumenti per progredire, nel valutare le conseguenze che eventuali azioni possano avere sull’ambiente in cui vivete e a comportarvi di conseguenza.
Gli incontri regolari di aggiornamento e verifica con il coach, in questo passaggio finale, sono la chiave per rimanere concentrati sul vostro obiettivo iniziale, rivedere alcuni passi alla luce di possibili difficoltà che potete incontrare sul vostro cammino e raggiungere ciò che vi siete preposti assumendovene piena responsabilità.

Il coaching è applicabile a qualsiasi tipo di casistica, in ambito professionale, personale o riguardante la sfera emotiva, includa la gestione dell’ansia.
Gli incontri o sessioni durano circa un’ora / un’ora e mezza e il numero necessario ad arrivare a risultati concreti dipende molto dal tema in questione e dalla persona interessata; indicativamente, l’impegno è per una decina di incontri settimanali.

Per esperienza personale posso confermare che le persone escono completamente rigenerate e rinnovate da una collaborazione di coaching; il cambiamento è evidente a livello di comportamento e di modo di pensare e va ad influire positivamente sulle relazioni con altre persone, nel lavoro, in famiglia e in primo luogo con se stessi !

COSA NON È IL COACHING ?  

Il coaching non rientra nell’ambito della psicologia, che si concentra sul presente e sul passato per arrivare a determinare le cause di un certo modo di essere della persona. Il coaching si concentra invece sul presente e sul futuro e va ad agire sul comportamento della  persona per supportarla a raggiungere i propri obiettivi.
Psicologia e coaching si possono intraprendere in parallelo.

Non si tratta nemmeno di psico-terapia; in questo caso, dove si parla di pazienti e patologie, sono richieste le competenze di persone esperte in materia.

Per quanto riguarda il counselling, possiamo dire che le due discipline sono sicuramente vicine, in quanto entrambe hanno lo scopo di supportare la persona ad raggiungere il proprio obiettivo.
Si distinguono per la tecnica utilizzata: Il counsellor, come dice il nome stesso, può talvolta dare consigli e proporre delle soluzioni in base alla propria esperienza e bagaglio culturale.
Il principio del coaching è invece quello di  lavorare solamente su soluzioni proposte dalla persona stessa.

Rispetto a quanto esposto sopra, punto di forza  e unicità del coaching è il fatto che la persona durante il percorso con il coach apprende un nuovo metodo per conoscersi meglio e prendere decisioni coerenti con sé stessa. Questo la rende indipendente e più forte nell’affrontare le prossime situazioni di difficoltà o sfida che incontrerà sul proprio cammino.
 



E se avete già tutte le risposte ?








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Silvia Vercelli  ICF Certified Coach   svercelli@libero.it

Silvia Vercelli
ICF Certified Coach 
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